Focaccia soffice e raccolta di racconti
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Focaccia soffice e raccolta di racconti (L'angolo di Alessandra)

Focaccia soffice e raccolta di racconti

VIAGGIO PREMIO


Scese gli scalini ad uno ad uno, lentamente. Il suo cervello si era fermato e sembrava non volere ripartire. 

Arrivato al portone che dava sulla strada, meccanicamente, mise la mano sulla maniglia, ma non successe nulla. 

Riprovò una, due, tre volte. Niente. 

Allora fece marcia indietro e questa volta corse su per le scale, all’ ultimo piano, e suonò il campanello dell’ appartamento della sua vicina Elena. –Chi è?- Apri, per favore- disse quasi urlando -sono Matteo.- Entrò chiudendosi la porta alle spalle. Devi aiutarmi… sono….- e si accasciò sul divano. -Tieni, bevi qualcosa e raccontami- disse Elena porgendogli dell’ acqua. -Là sotto, nel mio appartamento, c’ è una morta, una donna morta voglio dire. L’ ho trovata al rientro dal lavoro. 

I Fabbri del piano di sotto mi hanno trovato con il pugnale in mano davanti alla ragazza sommersa in un mare di sangue nella vasca da bagno. 

La signora mi ha urlato di avere ucciso mio moglie. Ma non ho moglie, io. Lo sai. Che devo fare? Aiutami- Elena era la sua vicina e la sua migliore amica. Lo prese per mano – vieni andiamo giù a vedere, poi chiamiamo la polizia. Non hai ucciso nessuno, calmati.- La porta dell’ appartamento di Matteo era spalancata come l’ aveva lasciata lui scappando. Stranamente le luci erano spente. Vennero accese. 

Si diressero verso il bagno e ….. – Ma non è possibile, non me la sono sognata la morta!- urlò Matteo. Cominciò a guardarsi in giro. Tutto era pulito ed in ordine. 

Il pugnale… è lì, sulla cornice. 

La vasca è vuota, pulita ed asciutta. 

Niente vicini. Niente di strano nella suo piccolo appartamento. 

Ora aveva il batticuore, gli mancava il fiato. -Forse sei troppo stressato dal lavoro, ora da bravo fai un bel bagno caldo, bevi un bel bicchiere di cognac e vai a dormire. Domani starai meglio.- Disse Elena guardandolo con compassione. - Meglio un corno. Non sono mica matto. Lo so quello che ho visto. La morta era una donna in carne ed ossa e.. sangue. I Fabbri sono entrati. Hanno parlato con me, Hanno visto tutto. Ora vado a chiamarli.- 

Era sull’ orlo di una crisi isterica. Andò alla porta, la aprì e si trovò davanti un uomo che non conosceva, un uomo con la gazzetta in mano. - Posso entrare? De Magli de Il Tirreno- si presentò- - Qualche mese fa lei ha inviato un tagliando per partecipare ad un nuovo reality organizzato dalla nostra redazione. Tra tutti i tagliandi ricevuti è stato estratto il suo. Quello che le è successo stasera è stato tutto filmato. Con la complicità dei suoi vicini e della sua “amica” Elena abbiamo registrato tutto con le telecamere nascoste qui, nell’ appartamento di Elena e lungo le scale. Ecco perché il portone non si apriva. Era stato calcolato che lei non potesse uscire dal palazzo.- - E questa- disse teatralmente girandosi verso la porta di ingresso è Monica Garresi la nostra collaboratrice in carne ed ossa. - Complimenti- gorgheggiò Monica - lei ha vinto un viaggio per due persone a Santo Domingo.- Se Elena non lo avesse tenuto sarebbe caduto a terra.


FESTA DI COMPLEANNO

Si lancia giù per le scale, a rotta di collo. 

Monta in macchina. 

Parte sgommando. 

Percorre le strade buie e deserte della sua città. Dopo la terza volta che passa dalla stessa piazza, torna in sè. 

- Ed ora ? Devo pensare. Stare calmo. Vado alla polizia e dico tutto quello che.. non so oppure… oppure cosa…- parla a voce alta per farsi coraggio, la voce rotta dall’ agitazione. 

Si sente in gabbia, senza scampo. E’ il sette dicembre. Il suo compleanno. La madre lo aspetta a cena per festeggiare. 

La riserva lampeggia. Non sa da quando. Non può girare ancora a vuoto o resterà a piedi. 

- Cosa faccio ? Cavolo.. cosa c’è qua?- dice inchiodando la macchina. 

Accende la luce, sul portaoggetti ci sono foto della donna morta nel suo appartamento ed un foglietto giallo: appuntamento alle 22 a casa di tua nonna. 

- A casa di mia nonna? Ma che..- Solo i suoi amici più intimi e sua sorella sanno del piccolo appartamento, con vista mare, che sua nonna Marta gli ha lasciato in eredità. 

Le chiavi sono nel cruscotto. Le 21,45. Riparte, non occorre fare benzina, l’ appartamento è vicinissimo. Passa col rosso. E’ la prima volta. Lui ragioniere, tutto precisino non ha mai infranto le regole. In nessun campo. Sua sorella glielo dice sempre. 

- Esci, vai a ballare, trovati una ragazza, sposati.- 

Lui, però, sta bene solo, senza grattacapi. Forse potrebbe comprarsi un cane. Fa più compagnia di una moglie e costa meno. 

- Quasi quasi mi scordavo della morta, ecco sono arrivato- bisbiglia. 

Si guarda intorno sospettoso. Non c’ è nessuno. Apre il portone della piccola palazzina. Accende la luce. Ora i suoi gesti sono tornati frenetici, il cuore batte a mille. Sale le due rampe di scale che lo separano dal suo bilocale in un lampo. Non ce la fà ad infilare la chiave nella toppa. La mano trema. Apre la porta e….. 

-Buon compleanno, fratellone- la voce di sua sorella Sara gli giunge ovattata. 

Pensa - ora mi prende un colpo.- 

Le luci si accendono. La stanza è piena di persone ma lui ne vede solo una. Spalle strette, capelli corti. Un bel sorriso ed una voce serafica che dice: - Io non centro nulla, è tutta colpa di tua sorella e dei tuoi amici. Volevano farti una sorpresa per il tuo trentesimo compleanno, qualcosa di speciale. Non potevi, come dice Sara, festeggiare come i ventinove precedenti in compagnia della tua famiglia soffiando sulle candeline della torta preparata da tua madre. Ci voleva qualcosa di elettrizzante e mi hanno coinvolta mio malgrado. Soprattutto volevano farci incontrare perchè io, 

come te, sono un tipo solitario. Preferisco stare da sola con il mio boxer Max e la pieghevole che mi porto sempre dietro per fare delle pedalate quando capita. Eh sì, è mia la bici che hai visto. Ero io nella vasca e no, non sono morta, per fortuna. Tutti complici, persino i vicini. Ciao - dice porgendo una piccola mano ben curata- sono Veronica. E dandogli un bacio sulla guancia aggiunge - Tanti auguri.-


La ricetta in abbinamento è:


FOCACCIA SOFFICE


Ingredienti:

-500 gr di farina macinata a pietra (w 140. La forza della farina la trovate scritta sulla confezione o potete ricavarla  dalla quantità di proteine: in questo caso la farina deve avere circa 8-9 gr di proteine)

-310 gr di acqua

-30 gr di olio evo

-10 gr di sale

-5 gr di miele

-25 gr di lievito di birra


Procedimento:

Aggiungete nell’impastatrice l’acqua, l’olio, il miele e metà della farina. Azionate l’impastatrice fino a che non si è incorporato bene il tutto.

Aggiungete il lievito, continuando ad impastare, e la restante farina. Dopo circa un minuto aggiungete il sale (questo perché il sale ed il lievito non devono mai venire a contatto diretto).

Impastare ancora per circa 15 minuti.

Trasferite l’impasto in una ciotola grande di vetro e lasciatelo riposare, coperto, per 20-30 minuti.

Toglietelo dalla ciotola e fate una piega a libro dalla parte della lunghezza. Successivamente mettete l’impasto nella teglia di cottura, dopo averla unta. Fate lievitare altri 30 minuti.

Schiacciate con i polpastrelli l’impasto fino a coprire tutta la superficie della teglia. Aggiungete il sale e fate lievitare altri 50 minuti.

Fate delle impronte con la punta dei polpastrelli su tutta la superficie e cospargete la focaccia con della farina. 

In un barattolino miscelate mezzo bicchiere di acqua e 3 cucchiai di olio e cospargeteci la focaccia.

Fate amalgamare il tutto, alla farina, agitando, piano, la teglia.

Fate lievitare un’ultima volta per un’ora.

Cuocete a 230 gradi per circa 20 minuti.


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